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Un sistema scacchistico del 1960 è diventato la misura di forza più intuitiva del calcio. Ecco la formula, in parole semplici, e cosa i numeri possono e non possono dirti.
Pubblicato 2026-11-02T16:11:40.777000Z · Aggiornato 2026-11-02T16:11:40.777000Z
Un rating Elo trasforma i risultati in un unico numero di forza relativa: guadagni di più battendo un avversario più forte che uno più debole, e il rating converge nel tempo sul livello reale di una squadra. Il sistema fu creato da Arpad Elo, fisico ungherese-americano, per gli scacchi. La federazione scacchistica statunitense lo adottò nel 1960 e la federazione internazionale (FIDE) nel 1970, come documentato nel libro di Elo The Rating of Chessplayers.
Il nuovo rating è il vecchio più una correzione: Rₙ = Rₒ + K×(W − Wₑ), dove W è il risultato reale e Wₑ quello atteso dallo scarto di rating. Un vantaggio di 200 punti implica un punteggio atteso di circa 0,76. Se fai meglio del previsto il rating sale; peggio, scende. Tutta qui l’intuizione.
Bob Runyan adattò l’Elo al calcio internazionale nel 1997, aggiungendo un peso per l’importanza della partita, un correttivo per il fattore campo e uno per la differenza reti, come documentano i World Football Elo Ratings. Le versioni per club come ClubElo applicano la stessa logica ai club. I rating sono considerati affidabili dopo circa 30 partite; prima sono provvisori.
La forza dell’Elo è anche il suo limite: legge i risultati, non il gioco, quindi anche una vittoria fortunata lo sposta. XAGON esegue un Elo per club insieme ad altri modelli di forza e li confronta su una scala comune, perché un punteggio Elo grezzo e un punteggio Pi grezzo non sono la stessa unità. Esplora le classifiche live su Indici e la tabella Elo, e guarda come gli scenari di risultato alimentano la nostra analisi Impact.